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RIFLESSIONI EDUCATIVE DAL DIVANO

I nostri educatori si sono riuniti (in video conferenza) per riflettere assieme

su come stanno vivendo questo momento di educazione a distanza

Preparo il pollo, giro il video, guardo la chat su Teams, aggiorno la tabella, in entrata, in uscita…il bambino dorme? Puoi lasciarmi il computer libero alle due meno dieci che ho una riunione?

Niente di speciale, o forse sì.
Sembra un infinito, strano, lungo e unico giorno.
Niente baci, abbracci, niente traffico, niente scherzi, nessun rimbrotto.
È per tutti così, sì.
Lo spazio tra vita lavorativa e vita domestica non è più delimitato così chiaramente…cercando i significati di questo periodo, ne mancano un po’ all’appello.

Uno su tutti come esempio?

Il feedback dato dall’interazione diretta.
Mentre giriamo ancora dei video-tutorial cercando di immaginare chi dei nostri ragazzi farebbe cosa, ci assale la paura di inaridirci un po’, senza nessuno da correggere o che ci fa ridere o da portare perentoriamente in bagno, o che finalmente fa o dice quel che aspetti da tempo, o che fa ciò che non ti aspetteresti affatto.

E il/la collega?
Non è di là, non è il mio turno/il suo turno /il tuo turno, non sono sguardi che si incrociano, complici o seccati che siano.

Qualche educatore, però, trova nuovi significati: la quotidianità ha degli strumenti da offrire, la casa come luogo simbolico in cui STARE, non il luogo del FARE, e stare bene può essere anche prendersi cura di sé o rifare il letto tutto in autonomia.

Certo, per altri versi è un po’ più facile.
È stato creato un canale on-line, per tenere un collegamento tra fruitori del centro ed operatori, contenente una chat, dei laboratori multimediali, ed uno spazio in cui tutti possono mettere proposte o feedback a quanto proposto.
Lo strumento creato è potente, lo terremo, tanto che qualcuno pensa possa essere parzialmente sostitutivo di quelle benedette 40 ore frontali, e se fossero in piccola percentuale in differita?

Ma potente lo è per noi operatori e per molti degli utenti, ma lo strumento, ad oggi, ha democraticamente raggiunto tutti? No, lo sappiamo.
Ci dispiace, qualcuno dei nostri “ragazzi” più in difficoltà non lo possiamo raggiungere senza il contatto fisico: certo, abbiamo ampliato la relazione con le famiglie, per tante ci sentiamo di supporto vero, necessari, sia nel contatto telefonico diretto, che nella fruizione mediata del canale on line.

La potenza dello strumento ci fa, inoltre, riflettere sull’opportunità che ci viene offerta di poter lavorare su regole e limiti dell’uso dello stesso, un tema che ci girava in testa da un po’, ed ora è il momento, riusciremo?

Una cosa è certa: quando ricominceremo, avremo maggior consapevolezza ed energia.

Le cose muoiono: questa è la prima cosa che non puoi cancellare, una volta che l’hai davvero scoperta. Le cose guariscono, le cose ricominciano, le cose tornano. Questa è una cosa bella da tenere in testa ma non la puoi avere sempre, la speranza fa il gioco del sole nel bosco, sparisce, riappare un attimo, poi di nuovo è ombra e scuro” (Stefano Benni “Saltatempo”)

Adel, Alessandra, Elisa, Lara, Mila, Valentina
Educatori di Sociolario

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